Paolo Cervari

Presentazione professionale

Paolo Cervari

Strategist and R&D

Sono un formatore e un consulente focalizzato sull’evoluzione delle persone, dei gruppi e delle organizzazioni. Sono Chief Philosophy Officer per Guanxi Group, senior consultant per Exeo Consulting e cofounder di Sherpa42. Per WeMind Academy mi occupo di R&D, learning architecture e marketing strategy. Sono un Filosofo Consulente certificato da Phronesis, Communication&Strategic Coach presso MRI di Palo Alto (California), ExO Consultant OpenExO e Management Constellator Sysmacom.  

Sono stato manager in medie aziende italiane e consulente e formatore per decine di aziende, dalle PMI alle multinazionali, con un focus sempre rivolto alla gestione del cambiamento, dapprima nel campo della comunicazione, poi dello sviluppo organizzativo e della crescita delle persone. Ho fatto e faccio anche consulenza di direzione.  

Il mio stile didattico e caratterizzato da un forte approccio maieutico, dall’utilizzo delle Pratiche Filosofiche e del Problem Solving Enattivo Sistemico, da me elaborato a partire da P. Watzlawick e G. Nardone (sono stato docente per qualche anno nei master del Nardone Group).
Facilitazione, insight e social learning sono le mie parole chiave, insieme a un interesse per tutto quanto le nuove tecnologie (AI in primis) possono dare ai processi di apprendimento e a un’attenzione quasi ossessiva per i processi di adoption e “messa a terra” dei nuovi mindset: per me si è appreso qualcosa quando lo si fa. 
 

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Chi sono:

  • Attualmente mi sento particolarmente impegnato nelle ricerche che vertono sulla complessità, i sistemi di apprendimento, gli studi sulla mente, la leadership evolutiva, la spiritualità e lo sviluppo della saggezza.
  • Sono appassionato di scienze umane, letteratura, climbing, yoga e taj chi chuan – e altre discipline corporee, che utilizzo anche nei processi di formazione.
  • Sono anche uno scrittore di fiction e nel 1995 ho pubblicato per Mondadori un historical fantasy, dal titolo L’Immortale, che ha avuto un certo successo. 
  • Nel 2011 ho pubblicato il primo libro in Italia che parlava di filosofia per le organizzazioni, Il filosofo in azienda, che raccoglie molte interviste e case studies di respiro europeo. Non mi sono fermato lì e ho diverse pubblicazioni all’attivo sul tema della filosofia per lo sviluppo delle persone e delle organizzazioni.  
  • Da bravo filosofo amo la verità e uno dei miei purpose – o una sua sfaccettatura – è garantire la chiarezza e la pulizia del pensiero e del linguaggio, cosa che a volte mi fa perdere l’habitus da coach per brandire la frusta del polemista (ma sto attento a non trascendere): ci si dimentica spesso che, per lo meno in filosofia, l’agonismo ha senso – e il conflitto può essere una grande risorsa.  

Libri

Nella Venezia dei nostri giorni fa la sua apparizione Duncan, un personaggio misterioso, che sembra capace di viaggiare nel tempo e di mantenersi eternamente giovane. Lo scopo della sua eterna esistenza è quello di battersi contro il male, in una lotta feroce e senza esclusione di colpi.

 
 

“Solo il linguaggio dice le cose? E la poesia che ci dice al riguardo? Sono queste credo le domande con cui si accapiglia in una sorta di retroscena, rispetto allo spumeggiare in cresta delle parole, la poesia di Silvio Straneo. Al riguardo egli stesso è spesso esplicito e prende posizione: “Il tentativo, qui, è di instaurare una dialettica e, parafrasando la lirica, di giungere alla sensazione che niente esista al di fuori della lingua e che l’unica esperienza possibile… sia l’esperienza verbale”, afferma il poeta con piglio da filosofo in uno dei tanti parerga che costituiscono, più che accompagnare, questa intrigante operetta così densa di scabra vita vissuta in terra ligure”. (Dalla Postfazione di Paolo Cervari)

 

L’obiettivo di questo libro è vedere come la filosofia (intesa come processo, come modalità di discorso, di argomentazione, e non come un sapere) possa contribuire al mondo delle organizzazioni creando spazi di riflessione favorevoli all’invenzione, alla creatività, in particolare in tempi di cambiamento. Ascolto e rispetto, pilastri di una pratica filosofica, sono indispensabili perché la “centralità della persona” non sia solo una frase a effetto e sia affermato il principio della responsabilità personale. Le pratiche filosofiche partono dall’esperienza e, alla fin fine, hanno questa funzione: reinventano la realtà, rinominano l’esperienza dopo aver messo alla prova il modo in cui la raccontano, la spiegano e la interpretano coloro che l’hanno attraversata. E, tramite il “nuovo nome” – ovvero il nuovo modo di raccontarla, spiegarla, interpretarla – le danno un “colore” diverso, la vedono sotto nuovi punti di vista, ne scoprono aspetti prima inattesi. Per questo hanno uno straordinario potenziale di creatività, mentre grazie al fatto che si praticano dialogicamente hanno un altrettanto straordinario potenziale di creazione di relazioni e affetti tra le persone.

 

Un volume per imprenditori, manager, formatori e, più in generale, per quanti si occupano di gestire persone e organizzazioni e sono interessati a capire le modalità di funzionamento del nostro cervello, come queste influiscano nelle relazioni tra persone e nelle motivazioni profonde del nostro agire.

 
 

Una riflessione tecnica sulla consulenza filosofica e sui suoi metodi, in confronto col pensiero di Nardone, di Agamben e di Foucault. 

 

«”Tu morirai – Aaaaargh! Ehi, aiuto! Ma che stai dicendo! Ma sei fuori?”. Così comincia questo libro. E così continua, rievocando molte delle avventure del celebre maghetto. Perché nelle vicende di Harry Potter si cela un segreto insegnamento (ehm… a dire il vero neanche tanto segreto). Un insegnamento che ti (ci) rivela il senso della vita. Si tratta di riuscire a essere, come dice Silente, “padroni della morte”. Harry ci è riuscito. Puoi farcela anche tu? Tutto dipende da cosa scegli…»

 
 

“Tu morirai – aaaaargh!” “Ehi, aiuto! Ma che stai dicendo! Ma sei fuori?” Così comincia questo libro. E così continua, rievocando molte delle avventure del celebre maghetto. Perché nelle vicende di Harry Potter si cela un segreto insegnamento (ehm… a dire il vero neanche tanto segreto). Un insegnamento che ti (ci) rivela il senso della vita e della morte. Si tratta di riuscire a essere, come dice Silente, “padroni della morte”. Harry ci è riuscito. Puoi farcela anche tu? Sì, direi proprio di sì. Anzi… devi, come tutti noi. Per lo meno se vuoi vivere. Perché, come saprai e dice (sempre lui) Silente: “Ci sono molte cose peggiori della morte”. E tutto dipende da cosa scegli…